Negli ultimi mesi, i social media sono stati invasi da una nuova tipologia di contenuti virali: video con protagonisti frutti e ortaggi antropomorfi, creati tramite intelligenza artificiale, coinvolti in drammi esagerati, relazioni tossiche e situazioni surreali.
Un trend che ha diviso il pubblico tra chi li trova fastidiosi o disturbanti e chi, invece, non riesce a smettere di guardarli. Ma al di là dei gusti personali, questi contenuti rappresentano un caso di studio estremamente interessante nel marketing digitale contemporaneo.
L’obiettivo: fermare lo scroll
Oggi, nel marketing, contano due cose:
- il tempo di visualizzazione
- le interazioni
Questi video funzionano perché bloccano lo scroll.
Sono strani. A volte disturbanti.
E proprio per questo attirano l’attenzione.
L’utente prova qualcosa subito:
- curiosità
- sorpresa
- disagio
- irritazione
E qui entra in gioco una delle regole non scritte del marketing virale: non importa se il contenuto piaccia o meno, l’importante è che generi una reazione.
Narrazione seriale e dipendenza da contenuto
Un altro elemento chiave è la struttura narrativa. Molti di questi video non sono episodi isolati, ma fanno parte di mini-serie.
Le caratteristiche principali:
- trama semplice e ripetitiva
- dinamiche prevedibili ma coinvolgenti
- finali aperti
- pubblicazione frequente
Questa combinazione attiva un meccanismo psicologico molto potente: l’attesa. L’utente torna per scoprire “come va a finire”, aumentando retention e fidelizzazione.
Dal punto di vista del marketing strategico, è una formula perfetta: contenuti brevi, seriali e potenzialmente infiniti.
Psicologia visiva: colori e semplicità
Un altro fattore determinante è l’identità visiva.
Questi video utilizzano:
- palette cromatiche vivaci e riconoscibili
- contrasti forti
- design semplice dei personaggi
La semplicità visiva aiuta la memorizzazione, mentre i colori catturano immediatamente l’attenzione. È una strategia che richiama principi base del neuromarketing: ciò che è semplice e visivamente distintivo resta più impresso.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nel content marketing
Questo trend è anche un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando la creazione di contenuti.
Grazie all’AI è possibile:
- produrre video in modo rapido e scalabile
- testare diversi format con costi ridotti
- adattare lo storytelling in base alle performance
In altre parole, l’AI permette di applicare un approccio “data-driven” anche alla creatività.
Attenzione al target: non è contenuto per bambini
Uno degli aspetti più controversi riguarda il pubblico.
A prima vista, l’uso di personaggi come frutta e ortaggi potrebbe far pensare a contenuti adatti ai bambini. In realtà, le tematiche trattate (relazioni tossiche, drammi estremi, situazioni ambigue) sono pensate per un pubblico adulto.
Questo apre una riflessione importante per il marketing:
- la forma non deve ingannare rispetto al contenuto
- è fondamentale definire chiaramente il target
- bisogna evitare ambiguità che possano generare polemiche
Un’ulteriore riflessione: il marketing dell’assurdo
Questo trend rientra in una tendenza più ampia: il cosiddetto “marketing dell’assurdo”.
Contenuti volutamente strani, incoerenti o surreali stanno diventando sempre più diffusi perché:
- rompono gli schemi tradizionali
- aumentano la memorabilità
- stimolano la condivisione
In un ecosistema saturo di contenuti, l’unico modo per emergere è essere impossibili da ignorare.
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