Luigi Calagna e Sofia Scalia, per milioni di bambini semplicemente Luì e Sofì dei Me contro Te, si sono sposati lo scorso sabato all’Unipol Dome di Milano. Davanti a loro c’erano circa 6.000 persone paganti, mentre oltre 100.000 spettatori hanno seguito l’evento in streaming gratuito.
Quando un evento privato viene organizzato con biglietti a fasce di prezzo, Meet & Greet a pagamento, merchandising dedicato e una diretta streaming, smette inevitabilmente di essere soltanto una celebrazione personale. Diventa anche un interessante caso di marketing e monetizzazione della creator economy.
Per noi che ci occupiamo di marketing, la prima cosa che salta all’occhio è proprio la struttura sulla quale è stato costruito il matrimonio dei Me contro Te: un vero e proprio funnel.
Il matrimonio dei Me contro Te come funnel di marketing
La dinamica è sorprendentemente simile a quella utilizzata per vendere un concerto, un prodotto in edizione limitata o un’esperienza premium.
La base gratuita: lo streaming
Alla base del funnel c’è la diretta streaming gratuita, accessibile a tutti.
È il livello che permette di abbattere qualsiasi barriera d’ingresso e di portare l’evento ben oltre i confini fisici dell’arena. Il risultato è un’enorme espansione della reach, accompagnata da contenuti, condivisioni e articoli sui media.
In termini di marketing, è la parte alta del funnel: massima esposizione e costo d’accesso pari a zero per il pubblico.
Il costo del biglietto
Il secondo livello è rappresentato dai biglietti, con prezzi compresi indicativamente tra 48 e 110 euro.
Qui la logica è quella classica degli eventi dal vivo: diverse fasce di prezzo permettono di segmentare il pubblico in base alla disponibilità a pagare e al valore percepito dell’esperienza.
Non si vende semplicemente la possibilità di assistere a un matrimonio. Si vende la possibilità di esserci davvero, con una determinata posizione e un determinato livello di esperienza.
Il Meet & Greet da 250 euro
Poi arriva il livello premium: il Meet & Greet da 250 euro.
Qui il prodotto cambia natura. Non si paga più soltanto l’accesso all’evento, ma la possibilità di avere un contatto diretto con i propri idoli.
Ed è probabilmente questo il passaggio più interessante dal punto di vista della creator economy: la relazione con il creator diventa un prodotto monetizzabile.
Il bene più prezioso non è più il posto a sedere, ma la vicinanza.
Il merchandising: quando il pubblico diventa parte dello show
A completare il funnel c’è il merchandising dedicato all’evento, con cerchietti luminosi, magliette e altri gadget venduti a prezzi compresi indicativamente tra 10 e 35 euro.
La scelta più interessante è che molti di questi prodotti sono pensati per essere utilizzati proprio durante la cerimonia.
Il pubblico, quindi, non è più soltanto spettatore: diventa parte della scenografia.
La relazione con il pubblico
Al di là della capacità commerciale dei Me contro Te, però, c’è un elemento ancora più importante: la relazione costruita in oltre un decennio con il loro pubblico.
Luigi Calagna e Sofia Scalia hanno costruito il loro brand attraverso YouTube, libri, film, spettacoli ed eventi, accompagnando una generazione di bambini e ragazzi per anni.
Ed è proprio questo capitale relazionale a rendere possibile un’operazione di questo tipo.
Per un bambino la distanza può essere molto sottile.
Quando due persone che entrano quotidianamente nella propria vita attraverso uno schermo dicono “venite al nostro matrimonio”, il messaggio può assumere una dimensione emotiva molto simile a quella di un invito personale.
Il bambino deve comunque essere accompagnato da un adulto quindi, il valore economico dell’esperienza può aumentare rapidamente per una famiglia.
Dalla relazione affettiva alla monetizzazione
È qui che il matrimonio dei Me contro Te diventa particolarmente interessante dal punto di vista strategico.
Per anni, i creator hanno costruito una relazione con il proprio pubblico attraverso contenuti gratuiti. Quella relazione, apparentemente intangibile, può poi essere trasformata in un prodotto, un evento o un’esperienza a pagamento.
Il matrimonio diventa quindi una sorta di punto di convergenza di diversi modelli di monetizzazione: biglietti, esperienze premium, merchandising e contenuti digitali.
Non si monetizza soltanto l’evento.
Si monetizza il legame costruito intorno all’evento.
Polemiche
C’è poi un ultimo elemento che rende il caso ancora più interessante per chi lavora nel marketing: la polemica.
I prezzi dei biglietti, la spettacolarizzazione del matrimonio e il coinvolgimento di un pubblico composto in larga parte da minori hanno generato discussioni e critiche.
Ma queste critiche non hanno necessariamente danneggiato la visibilità dell’evento. Al contrario, hanno contribuito ad alimentarla.
Ogni articolo, post o discussione che si interroga sulla scelta di trasformare un matrimonio in uno show produce ulteriore attenzione sul brand Me contro Te.
In altre parole, la polemica diventa a sua volta contenuto.
Quando un creator riesce a portare il proprio pubblico dal contenuto gratuito all’esperienza premium, il confine tra community, intrattenimento e business diventa sempre più sottile.
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